Gambe pesanti a fine giornata, caviglie gonfie, capillari e vene visibili. Sono disturbi più comuni di quanto si creda e che spesso vengono sottovalutati poiché ritenuti “normali”.
In realtà sono chiari segnali di un affaticamento della circolazione delle gambe, noi di Sanimarche ne sappiamo qualcosa e abbiamo degli ottimi consigli da dare.
Quando le gambe soffrono una circolazione sanguigna affaticata, tra gli alleati più efficaci ci sono le calze terapeutiche, dette anche calze elastiche terapeutiche o calze a compressione graduata.
Ma, facciamo chiarezza: ne esistono tante tipologie quante ne sono le patologie da trattare, ragione per cui la scelta non deve essere casuale. In questa guida ti spieghiamo cosa sono, a cosa servono, quali tipologie esistono e come scegliere quella giusta per te.
Le gambe e la circolazione: perché è così importante
Il nostro corpo è attraversato da migliaia di vasi sanguigni, che, grazie al “pompaggio” ad opera del cuore, portano il sangue nei nostri tessuti per ossigenarli. Ma cosa accade quando il sangue, una volta sceso ai piedi deve risalire “sfidando” la forza di gravità? Le vene delle gambe si avvalgono di due sistemi:
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- le valvole venose, piccole “porticine” che si aprono per far salire il sangue e si chiudono per impedirgli di tornare indietro;
- la pompa muscolare del polpaccio, che a ogni passo spreme le vene e spinge il sangue verso l’alto.
Ma cosa succede quando uno dei due sistemi (o entrambi) si indebolisce o è poco efficace?
Il sangue tende a ristagnare nelle gambe, le vene si dilatano, i liquidi passano nei tessuti e compaiono pesantezza, gonfiore e, col tempo, le varici.
Una situazione tipica nelle persone che, per esempio, stanno molte ore in piedi o seduti.
Quando è fondamentale indossare le calze terapeutiche?
Le condizioni più comuni per cui il medico può consigliare o prescrivere le calze terapeutiche sono le seguenti:
- • Gambe pesanti e stanche: senso di pesantezza, formicolio e gonfiore che peggiorano la sera o con il caldo. Spesso sono il primo segnale di una circolazione venosa che rallenta.
- • Insufficienza venosa cronica: le valvole delle vene non chiudono più bene e il sangue ristagna. È la causa più frequente di gonfiore, varici e, nei casi avanzati, macchie e lesioni della pelle.
- • Vene varicose e capillari: vene dilatate e tortuose, ben visibili sotto la pelle. Le calze non le fanno sparire, ma aiutano a ridurre i fastidi e a rallentarne il peggioramento.
- • Edema (gonfiore) di caviglie e gambe: accumulo di liquidi nei tessuti, tipico di chi passa molte ore in piedi o seduto.
- • Gravidanza: gli ormoni e il peso del bambino rallentano la circolazione delle gambe. Le calze premaman aiutano a prevenire gonfiore e varici.
- • Dopo un intervento o una scleroterapia: la compressione aiuta il recupero dopo le cure per le varici e, in alcuni casi, dopo interventi chirurgici.
- • Prevenzione della trombosi: nei periodi di immobilità, dopo un’operazione o durante i viaggi lunghi, le calze riducono il rischio che si formino coaguli nelle vene.
- • Linfedema: gonfiore dovuto a un problema del sistema linfatico, per esempio dopo alcuni interventi oncologici. Richiede calze specifiche, spesso realizzate su misura.
In tutti questi casi la scelta della calza giusta va fatta insieme al medico e a un tecnico esperto: una compressione sbagliata, troppo debole o troppo forte, rischia di essere inefficace o molto fastidiosa.
Cosa sono le calze terapeutiche e come funzionano?
Le calze terapeutiche sono dispositivi medici realizzati con filati elastici speciali. La loro caratteristica principale è la compressione graduata: la pressione è più forte alla caviglia e diminuisce man mano che si sale verso il polpaccio e la coscia.
In questo modo la calza “aiuta” il sangue a salire verso l’alto, riducendo il lavoro delle valvole venose e favorendo il drenaggio di liquidi. Il risultato è evidente: gambe più leggere, meno gonfiore grazie ad una circolazione resa più efficiente.
La forza della compressione si misura in mmHg (millimetri di mercurio), la stessa unità usata per la pressione del sangue, e viene suddivisa in classi.
Le tipologie di calze terapeutiche
Per classe di compressione
La classe indica quanto la calza stringe alla caviglia. È il medico a stabilire quella più adatta, in base al disturbo e alla sua gravità:
| Classe 1 | circa 18–21 mmHg | gambe pesanti, piccole varici e capillari, gravidanza, prevenzione nei viaggi lunghi |
| Classe 2 | circa 23–32 mmHg | varici con gonfiore, insufficienza venosa moderata, dopo scleroterapia o chirurgia delle varici |
| Classe 3 | circa 34–46 mmHg | insufficienza venosa grave, gonfiore importante, esiti di trombosi, alcuni casi di linfedema |
| Classe 4 | oltre 49 mmHg | linfedema grave e situazioni particolari, sempre su indicazione specialistica |
Sotto la classe 1 si trovano le calze preventive o riposanti, con una compressione più leggera: adatte a chi sta tanto in piedi o seduto, per prevenire la stanchezza delle gambe. Ma non sono un dispositivo sanitario.
Per modello
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- • Gambaletto: arriva sotto il ginocchio. È il modello più usato, comodo anche per gli uomini e nella stagione calda.
- • Calza autoreggente: arriva a metà coscia e rimane in posizione grazie a una balza in silicone.
- • Collant: copre entrambe le gambe fino alla vita. Esiste anche in versione premaman, con una fascia addominale morbida.
- • Monocollant: una sola gamba con mutandina, utile quando il problema riguarda un solo arto.
Per tipo di tessitura
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- • Tessitura circolare: calze senza cuciture, sottili ed eleganti, disponibili in taglie standard. Sono adatte alla maggior parte dei disturbi venosi.
- • Tessitura piatta: tessuto più spesso e rigido, realizzato su misura. È indicato soprattutto per il linfedema e per le gambe con forme particolari.
Calze antitrombo
Sono calze bianche a compressione leggera, studiate per chi è costretto a letto, per esempio dopo un intervento chirurgico. Servono a prevenire la trombosi durante l’immobilità e non vanno confuse con le calze terapeutiche da indossare tutti i giorni quando si cammina.
Calze da supermercato o calze terapeutiche: quali sono le differenze?
Molti pensano che la celebre calza “contenitiva”, quella comprata al supermercato, dia gli stessi benefici a un prezzo più basso.
Al contrario, le differenze sono radicali:
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Compressione
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Non sempre dichiarata, spesso espressa solo in “denari”
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Dichiarata in mmHg e certificata, con classe precisa
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Compressione graduata
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Non garantita
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Sì: più forte alla caviglia e decrescente verso l’alto
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Taglia
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S, M, L generiche
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Scelta sulle misure reali della tua gamba, o realizzata su misura
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Indicazione
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Acquisto “fai da te”
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Consigliata dal medico e scelta con l’aiuto di un tecnico esperto
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Efficacia
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Sollievo leggero, quando c’è
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Azione mirata sul disturbo, monitorata nel tempo
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Indossare una calza della compressione inadeguata, o della taglia errata, non da alcun beneficio. Anzi, può creare fastidiosi segni sulla pelle, arrotolamenti e strozzature. Per questo, alla comparsa dei primi sintomi di affaticamento delle gambe, è sempre meglio rivolgersi a uno specialista, come noi di Sani Marche.
Come si scelgono le calze terapeutiche?
Scegliere una calza terapeutica richiede tre passaggi:
1. Visita medica ed ecocolordoppler
Il punto di partenza è la valutazione del medico, di solito l’angiologo, il chirurgo vascolare o il medico di base. Attraverso una visita ed un esame ecocolordoppler, lo specialista individuerà l’origine del disturbo e ti prescriverà la terapia più adeguata. Prescrizione che includerà uno specifico tipo di calza terapeutica.
2. Misurazione della gamba in sanitaria
Per acquistare le calze terapeutiche giuste bisogna affidarsi al tecnico della sanitaria. Egli misurerà le circonferenze di caviglia, polpaccio, coscia e lunghezza della tua gamba. Per funzionare, le calze terapeutiche devono vestire la forma del paziente.
Le misure vanno prese al mattino, quando le gambe sono ancora sgonfie, uno dei motivi per cui è importante affidarsi a personale esperto.
3. Scelta del modello e prova
Il modello non si sceglie casualmente, ma in base a misure, prescrizione e alle tue abitudini. I modelli più diffusi sono gambaletto, autoreggente o collant, in taglia standard oppure su misura. Il tecnico ti insegnerà come indossare la calza in modo corretto, affinché sia sempre comoda e ben posizionata.
Come indossare e curare le calze terapeutiche
- • Indossale al mattino, appena ti alzi dal letto: è il momento il cui le gambe sono sgonfie. Poi toglile la sera prima di andare a dormire.
- • Infilale piano: rovescia la calza fino al tallone, inserisci il piede e srotolala lentamente verso l’alto senza tirare. Puoi aiutarti con specifici guanti in gomma e infila-calze.
- • Lavale spesso, possibilmente a mano o con un programma delicato a bassa temperatura, e lasciale asciugare lontano da fonti di calore.
- • Sostituiscile regolarmente: con l’uso il tessuto perde elasticità. In genere si consiglia di cambiarle ogni 4–6 mesi, o appena si smagliano o bucano.
Quando non usare le calze terapeutiche
Le calze terapeutiche sono sicure, ma non sono una panacea. Al contrario!
La compressione graduata va valutata con estrema attenzione nei casi di:
- • malattie delle arterie delle gambe (arteriopatia periferica);
- • scompenso cardiaco grave
- • infezioni o lesioni della pelle in corso
- • forme di neuropatia legate al diabete.
Per questo è importante affidarsi sempre ad un medico prima di acquistarle.
Domande frequenti sulle calze terapeutiche
Serve la prescrizione medica per le calze terapeutiche?
Le calze terapeutiche, soprattutto dalla classe 2 in su, vanno usate previa prescrizione del medico. Se già ne hai una, portala con te, oppure contatta noi di Sanimarche per capire come procedere.
Le calze terapeutiche si possono scaricare dalle tasse?
Le calze terapeutiche sono dispositivi medici con marcatura CE: in genere la spesa si può portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi, conservando lo scontrino con il tuo codice fiscale. Trovi tutte le informazioni in questo depliant dell‘Agenzia delle Entrate. Se hai dubbi, possiamo aiutarti al momento dell’acquisto.
Le calze terapeutiche si devono portare anche d’estate?
Sì: con il caldo le vene si dilatano e la circolazione rallenta, quindi le calze servono ancora di più. Oggi esistono modelli leggeri e traspiranti, in tessuti e colori pensati anche per la bella stagione.
Le calze terapeutiche sono adatte anche agli uomini?
Certo. I disturbi della circolazione colpiscono anche gli uomini, e in commercio ci sono gambaletti terapeutici dall’aspetto di normali calze da uomo.
Ogni quanto vanno cambiate le calze terapeutiche?
Di solito ogni 4–6 mesi, perché con i lavaggi e l’uso il tessuto perde la sua capacità di comprimere. Se nel frattempo le tue misure cambiano, per esempio perché il gonfiore si riduce, conviene farle riprendere.
Calze terapeutiche nelle Marche: affidati a Sanimarche
Le calze terapeutiche non sono semplici calze: sono uno strumento di cura che, se scelto bene, può davvero alleggerire le tue gambe, ridurre il gonfiore e proteggere la salute delle tue vene nel tempo. Prenota qui una consulenza gratuita nelle nostre sanitarie di Porto Potenza Picena e Porto Sant’Elpidio, ti accompagneremo nella scelta, dalla misurazione alla prova, fino ai consigli per indossarle ogni giorno.
Hai bisogno di calze terapeutiche?
Prenota ora una consulenza gratuida da Sanimarche, ti aiuteremo a scegliere il modello più adatto a te.
Chiama il 0733 686083Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.






